Chirurgia refrattiva laser - PRK, LASIK, SMILE

La chirurgia rifrattiva laser rappresenta oggi una delle possibilità più avanzate per ridurre o eliminare la dipendenza da occhiali e lenti a contatto. Le moderne tecniche permettono di modificare in modo estremamente preciso la forma della cornea - il tessuto trasparente anteriore del bulbo oculare - correggendo il difetto rifrattivo e migliorando la qualità della visione. Non tutti gli occhi, però, sono uguali. Il primo passo è capire se l'occhio stesso è adatto all'intervento e quale procedura sia ottimale considerando risultato visivo, sicurezza e caratteristiche individuali

Come funziona la chirurgia rifrattiva?

La cornea è la principale lente naturale dell'occhio e contribuisce in maniera determinante alla messa a fuoco delle immagini sulla retina. Nella miopia, nell'ipermetropia e nell'astigmatismo, la capacità dell'occhio di focalizzare correttamente la luce è alterata. Il laser modifica le capacità ottiche della cornea rimodellandone la curvatura in modo estremamente preciso, così da correggere il difetto refrattivo. L'obiettivo non è soltanto raggiungere una buona acuità visiva senza occhiali ma ottenere una visione nitida e di buona qualità, preservando al tempo stesso la salute e la stabilità della cornea.
 

Prima dell'intervento: una valutazione accurata è fondamentale

La chirurgia refrattiva non è indicata automaticamente per chiunque porti gli occhiali. Prima dell'intervento viene effettuata una visita oculistica completa affinché il chirurgo conosca per intero lo stato di salute dell'occhio. La stabilità del difetto rifrattivo per almeno 18 mesi è un requisito di base. Il passo successivo prevede l'esecuzione di esami particolari quali:Tecniche rifrattive


Le principali tecniche di chirurgia refrattiva


Femto-LASIK: recupero rapido, fastidi minimi, stabilità del risultato

La Femto-LASIK è una delle tecniche più utilizzate. L'intervento prevede:

Uno dei principali vantaggi della Femto-LASIK è il recupero visivo generalmente molto rapido, con disturbi per il paziente minimi e quasi indolore. Questa tecnica, operando più in profondità è stata introdotta perché, soprattutto per le correzioni di ampi difetti rifrattivi, le precedenti tecniche di superficie (PRK) potevano subire l'alta attività metabolica e cellulare della superficie oculare che, talvolta, poteva indurre una regressione della correzione - con riduzione di efficacia nel tempo - o provocare una opacizzazione (haze) centrale del tessuto, con riduzione del contrasto. 
Svantaggi relativi della tecnica sono legati al cambiamento della biomeccanica corneale conseguente alla realizzazione del flap con limitazione per sport di contatto o attività estreme.


PRK e TransPRK: la chirurgia di superficie

La PRK è una tecnica diversa dalla LASIK perché non prevede la creazione di un flap. Il trattamento laser viene eseguito sulla superficie della cornea dopo la rimozione del primo strato cellulare (epitelio), che successivamente si rigenera. Una sua evoluzione è rappresentata dalla TransPRK, spesso definita tecnica no touch: la rimozione dell'epitelio viene eseguita direttamente dal laser, riducendo la manipolazione chirurgica della superficie corneale.

Il principale vantaggio delle tecniche di superficie è la maggiore semplicità di esecuzione e la maggiore conservazione della biomeccanica.
Lo svantaggio è rappresentato da un recupero visivo generalmente più lento rispetto alla Femto-LASIK, da un decorso postoperatorio iniziale più impegnativo ed incidenza di haze, soprattutto in caso di correzione di maggiore entità.

 

SMILE: una piccola incisione, senza flap

La SMILE (Small Incision Lenticule Extraction) è una delle innovazioni più importanti della chirurgia refrattiva moderna. In questo caso viene utilizzato un laser a femtosecondi per creare all'interno della cornea un piccolo "lenticolo" di tessuto corneale. Il lenticolo viene poi rimosso attraverso una piccola incisione, senza creare il flap tipico della LASIK. La tecnica è particolarmente consolidata per la correzione della miopia e dell'astigmatismo miopico. L'assenza di un flap rappresenta una caratteristica importante della procedura e può essere particolarmente interessante in pazienti selezionati.
In particolare la SMILE è la tecnica che conserva più di tutte l'innervazione corneale superficiale e di conseguenza l'omeostasi e la stabilità del film lacrimale. Diventa tecnica importante nei pazienti con caratteristiche di superficie borderline o qualora si voglia evitare sia il flap che una tecnica di superficie.

 

La chirurgia refrattiva diventa sempre più personalizzata

Uno degli aspetti più importanti dell'evoluzione tecnologica non riguarda soltanto il tipo di laser utilizzato, ma la possibilità di personalizzare il trattamento. In passato la correzione veniva programmata principalmente sulla base della prescrizione degli occhiali. Oggi è possibile prendere in considerazione anche la forma della cornea e le caratteristiche ottiche specifiche dell'occhio. A seconda della tecnologia disponibile e delle caratteristiche del paziente possono essere utilizzati trattamenti:

Questo approccio consente di costruire un trattamento sempre più "su misura". È quindi possibile che due persone con la stessa miopia ricevano trattamenti differenti, perché hanno cornee e caratteristiche ottiche differenti.
 

Qual è la tecnica migliore?

Non esiste una tecnica migliore per tutti. Femto-LASIK, PRK, TransPRK e SMILE hanno caratteristiche differenti e la scelta deve essere personalizzata. La decisione dipende da diversi fattori: entità e tipo del difetto refrattivo, spessore e forma della cornea, superficie oculare, età, esigenze visive e stile di vita. Anche l'attività sportiva può essere importante nella scelta della procedura. Per questo motivo la domanda corretta non è:  "Qual è il laser migliore?" ma: "Qual è la tecnica più adatta ai miei occhi?" Naturalmente, è l'oculista che accompagna il paziente e propone la tecnica più adatta, dopo la visita e gli esami opportuni.
 

La chirurgia refrattiva è sicura?

Le moderne procedure refrattive presentano elevati livelli di sicurezza nei pazienti correttamente selezionati. Tuttavia, come qualsiasi intervento chirurgico, non sono prive di possibili effetti indesiderati. Nel periodo successivo all'intervento possono comparire temporaneamente:

In alcuni pazienti possono persistere disturbi della superficie oculare o fenomeni visivi, mentre una piccolissima percentuale può presentare un residuo refrattivo e avere necessità di un eventuale ulteriore trattamento. La sicurezza dipende quindi non soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma anche dalla corretta selezione del paziente, dalla pianificazione dell'intervento e dal follow-up postoperatorio.
 

Cosa succede dopo i 40 anni?

La chirurgia laser può correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo, ma non blocca il naturale processo di invecchiamento del cristallino. Con il passare degli anni compare la presbiopia, cioè la progressiva difficoltà a mettere a fuoco da vicino. Questo significa che una persona miope che a 45-50 anni decide di eliminare completamente gli occhiali per lontano potrebbe avere successivamente bisogno di occhiali per leggere. Per pazienti di questa fascia d'età è quindi particolarmente importante discutere preventivamente le aspettative e valutare tutte le possibili strategie refrattive, compresa, in casi selezionati, la monovisione o la micro-monovisione o interventi sul cristallino.
 

Vuoi sapere se sei un candidato alla chirurgia refrattiva?

In tal caso, il primo passo è una valutazione oculistica completa, durante la quale vengono analizzate la refrazione, la cornea, la superficie oculare e tutte le caratteristiche necessarie a stabilire se l'intervento è indicato o quale tecnica è preferibile utilizzare. Solo dopo questa valutazione è possibile discutere realisticamente risultati, tempi di recupero, vantaggi e possibili rischi.
L'obiettivo non è semplicemente eliminare gli occhiali, ma ottenere la migliore qualità visiva possibile in sicurezza.


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